On art and culture in time of economic crisis – an open letter from Domenico Lombardi, Mayor of Pietrasanta (in Italian)

In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, e da cui neanche la nostra città rimane indenne, spesso mi chiedono se sia ancora opportuno investire in arte e cultura. La risposta è sotto gli occhi di tutti. Se un tempo il flusso turistico del territorio si legava esclusivamente alla vacanza balneare, oggi si va delineando sempre più chiaramente un flusso turistico alla ricerca di proposte culturali ed artistiche. L’uno non esclude l’altro, ma anzi le due risorse finiscono per valorizzarsi vicendevolmente. Pietrasanta con i suoi esperti artigiani da sempre è una città d’arte. Un tempo più chiusa e bohémienne, oggi più accessibile e comunicativa. La discussione su quale versione di Pietrasanta sia migliore potrebbe svolgersi all’infinito, ma ritengo che un amministratore non possa lasciarsi andare a visioni sognatrici, quanto promuovere ogni aspetto del territorio, tutelando e sviluppando le vere risorse, stando al passo con i tempi. Quella dell’arte a Pietrasanta è una grande realtà. Ed è chiaro ogni volta che entro in una fonderia o in un laboratorio di scultura; lo è quando scorro l’elenco delle richieste di mostra, oltre centocinquanta l’anno, che riceve l’ufficio cultura, o delle gallerie e degli spazi espositivi che continuano ad aprire; lo è quando parlo con gli artisti che mi decantano la ricchezza di figure professionali, materiali, persino utensili che soltanto qui è possibile trovare. Lo è, infine, quando varco la soglia del complesso di Sant’Agostino con le sue esposizioni e il Museo dei Bozzetti, memoria e testimonianza viva della presenza di artisti e del lavoro degli artigiani. Pietrasanta possiede un interessante polo museale: dalla storia più antica del nostro territorio (Museo Archeologico), ai personaggi illustri e geniali che qui sono nati (Casa Carducci e Museo Barsanti), alla scultura contemporanea (Museo dei Bozzetti), fulcro delle nostre molteplici attività espositive. I numeri degli osservatori del turismo premiano le nostre programmazioni, ponendoci tra le località che meno stanno risentendo della crisi e, relativamente ad alcuni indicatori, in crescita. Oggi il problema che si presenta, soprattutto in estate, è piuttosto come gestire quest’appeal: sfruttarlo al massimo o mantenere intatta un’unicità. Buttarsi su eventi da grandi numeri seguendo il proficuo esempio di città come Brescia, Treviso, Bologna o assecondare con equilibrio una inclinazione naturale? Ho scelto uno sviluppo compatibile con la vocazione del nostro territorio che punta a un intrattenimento mai chiassoso, di qualità, aperto alla scena internazionale quel tanto che serve e valorizzare il locale. Una realtà spontaneamente aperta alla creatività. Ecco perché continuo a credere e a investire sull’arte e la cultura. Perché si rivela risorsa, grande risorsa, capace di autofinanziarsi intercettando sponsorizzazioni private e contributi pubblici di enti superiori. Per tutti i grandi eventi abbiamo ricevuto risorse per 286.500 euro nel 2012 e 287.160 nel 2013. Senza dimenticare la sicura collaborazione con gli artigiani che consente di abbattere costi e di facilitare l’organizzazione espositiva. Pietrasanta può disporre in bilancio per la cultura e le sue manifestazioni di una somma pari a zero: tutto è finanziato dall’esterno a riprova della serietà di offerte che Pietrasanta sa produrre. Oltre 30 mostre l’anno e un’infinità di piccoli eventi che si susseguono mese dopo mese. 110 mila presenze registrate nel solo complesso di Sant’Agostino e una visibilità su tutti i media nazionali. Tutto questo per dire che, più che opportuno, è necessario investire in cultura. E soprattutto farlo promuovendo le peculiarità in un’ottica comprensoriale come più volte ricordato in varie iniziative dal senatore Giovanni Pieraccini. Data la copiosità di risorse storico-culturali e paesaggistiche del nostro territorio, trovo assurdo i doppioni di manifestazioni o addirittura la concorrenza tra comuni: questi sono autentici sprechi non più ammissibili oggi. E allora guardiamo a un coordinamento serio della cultura in Versilia. Si è detto tante volte, ma senza alcuna conseguenza. Credo sia arrivato il momento di fare sul serio e nei prossimi giorni mi attiverò con i colleghi. 

By DOMENICO LOMBARDI
Mayor of Pietrasanta 

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